precariato docenti

Adida sui DM e non solo!

Alla luce della definizione della compagine di Governo, possiamo riprendere le redini di una battaglia che ci ha visto protagonisti fin dalle sue origini e che oggi è troppo sconnessa e articolata su posizioni spesso discordanti e contrastanti, cosa che penalizza tutti e restituisce un’immagine altamente conflittuale di una categoria che, invece, dovrebbe andare compatta per il fine comune. Come associazione prendiamo le distanze da posizioni che finora hanno voluto solo catturare consensi e “tessere”, spesso alimentando polemiche inesistenti e dando notizie tendenziose e infondate, al solo fine di aumentare i like o guadagnare un fugace quanto inconsistente consenso. Pur accorgendoci di tutto questo, abbiamo sempre preferito non scendere al livello di chi alimenta spaccature e contrasti, preferendo la convergenza con gruppi e associazioni, anche di recente costituzione, che dimostrano di possedere intenti convergenti e un’etica di fondo simile alla nostra.

Rispetto alla delicata vicenda dei Diplomati Magistrali, la posizione di Adida non si è mai modificata, dagli albori ad oggi: i docenti di primaria e infanzia, il cui titolo abilitante è stato loro “restituito” grazie alla nostra battaglia, hanno vissuto la negazione di un diritto, cosa che abbiamo fatto valere in sede legale, vista l’ottusità politica e interessi di parte che hanno negato tale doveroso riconoscimento.

La vicenda legale più recente, sebbene il nostro rispetto per l’autorevolezza della Magistratura italiana non venga meno, ha accentuato diseguaglianze e disparità di trattamento, alimentando confusione e creando un terreno facile alla strumentalizzazione politica. L’esito dell’Adunanza Plenaria, infatti, sebbene non si possa cancellare con un colpo di spugna, è arrivato dopo la conferma in GAE di numerosi ricorrenti e, pur nella soddisfazione di questo risultato per una ridotta percentuale di persone, non possiamo arrenderci ora, forti della convinzione che i diritti, e nello specifico la permanenza in GAE e gli incarichi a tempo indeterminato, non possono avere una base aleatoria: o sono di tutti o diritti non sono!

Non è pensabile che, in uno stato basato sul Diritto, accadano cose come queste e combatteremo in ogni sede istituzionale e politica sottolineando l’assurdità della questione dei DM al fine di sollecitare una soluzione equa per tutti.

La richiesta di parità di trattamento, quindi, sarà rivolta anche per tutti i docenti relegati nelle graduatorie d’istituto, di ogni ordine di scuola, vista la disparità di trattamento che la legge 107 ha cristallizzato, tradendo persino il Paese, non solo la nostra categoria, promettendo l’abolizione del precariato che invece si è moltiplicato a dismisura. E’ inaccettabile, infatti, che si utilizzino docenti in modo stabile da precari, allontanando sempre più e con ogni mezzo di legge la loro stabilizzazione, a danno delle loro vite e, soprattutto, del sistema scolastico stesso.

Insomma, dal 2009 ad oggi, data della nostra fondazione, i temi non sono cambiati… Abbiamo ottenuto sì molto, ma ogni volta il tunnel è stato artificiosamente allungato, cambiando le carte in tavola dietro la scusa del merito, della qualità, della valutazione, ecc. ecc.

Quanto vorranno giocare ancora sulla nostra pelle?

Auspichiamo, passo dopo passo, di poter portare a segno altri risultati, meno fragili di quelli raggiunti finora.

Valeria Bruccola, Coordinatrice nazionale Adida