scuola

Questione Diploma Magistrale: propositi.

Cari colleghi e colleghe, quella che si sta concludendo è la settimana in cui il Governo ha scoperto finalmente le carte sulla vicenda del titolo a seguito delle richieste dei docenti interessati ma, soprattutto a seguito della sentenza dell’Adunanza plenaria dello scorso dicembre. Abbiamo perso mesi preziosi, prima e dopo l’adunanza. Prima per la mancanza di compattezza della categoria sulla necessità di una soluzione politica, poi per lo scarica barile attuato dal precedente Governo, di fatto inerte rispetto le pressanti richieste e l’urgenza. Le vicende, comunque, sebbene lette da ogni categoria a suo modo, a volte strumentalizzandole, e anche dai diretti interessati in modo diverso, a causa forse della maggiore o minore durata di permanenza nella battaglia politica che, dal 2010, ci ha visto come associazione in veste di pionieri visionari, sono assai semplici e chiare: una sentenza negativa pesa gravemente e inesorabilmente sul destino di oltre 50.000 persone.PERSONE, prima di tutto, LAVORATORI, non secondariamente, cosa che impone il rispetto da parte di chiunque, anche delle cosiddette controparti, spesso scomposte, scalmanate, irrazionali, nelle richieste e nei modi con cui le stesse sono avanzate.
Abbiamo preferito non commentare a caldo il decreto dignità e le parole del Ministro nel Question time di mercoledì, per riflettere, capire, analizzare anche i contenuti impliciti di quanto è accaduto. Abbiamo 120 giorni di tempo per confrontarci con tutte le forze politiche, a partire da subito, per indicare la strada per superare i paletti della sentenza e DEFINITIVAMENTE sconfiggere la piaga del precariato che attanaglia la scuola, una morsa che adesso promette di stritolare i DM. Usiamo il “definitivamente”, avverbio utilizzato dallo stesso Ministri nell’apertura della sua risposta all’esponente di LeU… quando vedremo definitivamente rispettati i diritti dei lavoratori della scuola? La storia del titolo in questione è la storia di una negazione reiterata da tutti i ministri che si sono avvicendati. negli ultimi anni e delle forze politiche che li hanno sostenuti. Oggi siamo ad una fase drammatica, generata dal storture incomprensibili e da una vicenda giudiziaria che sembra una roulette russa.
Queste le istanze che porteremo: rispondere DEFINITIVAMENTE ad un problema, ricordando la storia professionale dei docenti e delle docenti che hanno retto le sorti della scuola. Se poi la politica vorrà individuare percorsi per chi si trova in situazioni similari, ben venga ma questo non potrà comportare nessun taglio delle teste! Non ci esponiamo oltre per cautela e pacatezza, ma non staremo a pettinare le bambole, aspettando che i docenti della primaria e dell’infanzia siano trattati come numeri da contenere, piuttosto che come persone con diritti e meriti.
Vi aggiorneremo passo passo e, se lo riterremo efficace, vi inviteremo alla mobilitazione, anche unendoci alle altre forze in campo!