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SENTENZE DEFINITIVE GAE: LA POSIZIONE DI ADIDA

Registriamo un grande disordine, lo stesso che contraddistingue ormai la nostra battaglia da qualche tempo, disordine e confusione alimentati dalla notizia di alcune sentenze per l’immissione in GAE passate in giudicato e che hanno confermato definitivamente in GAE una manciata di docenti.
Non capiamo il clamore della notizia, visto che proprio la disomogeneità tra sentenze emesse su profili professionali e su titoli identici è stato CENTRALE in tutte le rivendicazioni, in tutti gli articoli, in tutti gli atti ufficiali e informali indirizzati alla politica e alle istituzioni da alcuni mesi in qua. Proprio dalla macroscopica diseguaglianza di giudizi è sempre partita ogni richiesta di uniformità ed equilibrio che in tutti i modi abbiamo rivolto al vecchio e al nuovo Governo, proprio partendo dalle numerose sentenze passate in giudicato che tutti hanno sempre saputo esistessero.
L’ennesima spaccatura nella categoria interessata, generatasi in queste ore, non fa altro che evidenziare l’insensatezza della situazione, l’illogico e incomprensibile atteggiamento della politica di fronte a una grave e palese ingiustizia che poteva essere affrontata da subito in maniera diversa. cambiando l’interlocutore politico, ci eravamo tutti illusi si potesse ottenere una soluzione equilibrata dell’assurda condizione che vede persone con titoli identici beneficiare o no di un orientamento diverso nell’interpretazione giudiziaria dei fatti.
Questo non soltanto non c’è stato ma si è avvalso proprio delle spaccature per scegliere la soluzione più comoda, quella che taglia il maggior numero di teste, dimostrando che comunque la richiesta arrivava dalla base, anche se pure da un angolo.
Le nuove conferme in GAE, infatti, non sono il risultato di azioni legali recenti ma vecchie, come le altre, quelle ancora in bilico, solo non appellate dal MIUR perché sapeva che avrebbe perso, perché il titolo di diploma magistrale, come lo stesso CdS aveva più volte ribadito, meritava di stare in GAE.
Oggi la situazione è diversa: c’è un prima e un dopo Plenaria che ha generato una situazione paradossale di tutti contro tutti, a causa di una inversione di rotta palesemente ingiusta e iniqua.
Rivolgersi ora ai giudici per chiedere un riequilibrio e un’evidente ingenuità, a parte le azioni legali intraprese o da intraprendere quando ce ne saranno le condizioni.
In mancanza dei decreti attuativi del Decreto Dignità, la situazione di chi non ha una sentenza definitiva non E’ CAMBIATA: SI E’ IN GAE CON DIRITTO DI STIPULA DEI CONTRATTI, ANCHE A T.I.
Invitiamo alla calma e alla moderazione, continuando sul percorso intrapreso finora, se non con cieca fiducia (minata dagli eventi) ma almeno con determinazione e convinzione.