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ADIDA - Associazione Docenti Invisibili da abilitare

02.04.2015/ Che ne sarà di noi?

Riceviamo dalla collega Rubina Auricchio una riflessione amara sul problema della terza fascia.

C’è chi fa parte della terza fascia delle graduatorie d’istituto, ha 20, 24 mesi, 30, 34 di insegnamento (e non 2 o 3 giorni) e ha  cercato di perfezionarsi con corsi o master; c’è anche chi si è spostato dalla propria città per poter lavorare e fare punteggio, infine esiste un decreto ministeriale che prevede un numero di crediti che danno il titolo e permettono di insegnare anche senza l’abilitazione. Ora leggiamo la volontà di eliminare le graduatorie, unico strumento che permette di fare chiarezza e rendere legale un’ assunzione, leggiamo che c’è il desiderio di eliminare la terza fascia, unica possibilità per inserire coloro che hanno scelto un percorso di studio indirizzato all’insegnamento e che non hanno potuto ancora conseguire l’abilitazione. Ma la cosa più assurda è che non si fa luce su un retroscena allucinante. Tanti di noi non hanno potuto ottenere l’abilitazione non solo per un proprio demerito, ma perché non si sono create le condizioni: dal 2008 al 2012 hanno lasciato tanti  in attesa, si è creato un vero e proprio vuoto nella formazione iniziale degli insegnanti: chi era in possesso di titolo di laurea, o stava per conseguirlo, non aveva in nessun caso la possibilità di acquisire l'abilitazione all'insegnamento né attraverso le SSIS (poiché cancellate), né attraverso il TFA (poiché inesistente), né tramite un concorso. Ma c’è di più, il vuoto  nella formazione insegnanti sussiste ancora, in quanto,  nonostante l’avvento del TFA nel 2012 non si è garantito un sistema di reclutamento continuato annuale, infatti se n’è tenuto un altro dopo due anni, senza garanzie e senza conferme per gli anni a venire lasciando tanta incertezza ancora oggi.

Per questi motivi e visti i lunghi tempi di attesa del canale abilitativo  (si pensi ad esempio ai laureati del 2008 che hanno visto passare quattro anni dal primo TFA) si richiede un eventuale Percorso abilitante speciale senza il limite dei 36 mesi o semplicemente la possibilità di aggiungere ulteriori esami (di didattica e di pedagogia) che completino il percorso di abilitazione, infine l’accesso al futuro concorso a cattedra, in quanto pare immotivata la scelta di far accedere ad esso solo i non abilitati del 2001/2002.

Nel caso non si volessero soddisfare tali richieste sarà  necessario agire legalmente. 

La necessità è dare la possibilità a tutti quelli che hanno dedicato il loro tempo alla scuola, hanno investito nello studio, di entrare e di non essere messi alla porta, dandogli una possibilità annualmente.

 

La Terza Fascia

 

Post di Rubina Auricchio

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