CONCORSO SELETTIVO: IL “GRANDE” SUCCESSO DEL GOVERNO

CONCORSO SELETTIVO: IL “GRANDE” SUCCESSO DEL GOVERNO
Meno di ventiquattro ore fa, il Governo ha fatto la sua scelta: rendere meno accessibile il concorso straordinario per migliaia di precari di III fascia, in attesa ormai da anni di uno strumento per migliorare la loro posizione professionale. Abbiamo sempre difeso la specificità dei docenti “di fatto”, quelli che reclutati dalle graduatorie di istituto, da decenni, reggono le sorti della scuola statale. Inutile ripercorrere le tappe di una “danza macabra” che si è consumata durante gli avvicendamenti politici al Ministero, condotta anche a suon di strumentalizzazioni e della politica stessa e di alcuni “docenti”, facinorosi e irrazionali, che non hanno saputo nemmeno guidare lo stuolo di colleghi che li hanno scelti come rappresentanti. Purtroppo, la polpetta avvelenata è arrivata, anche acclamata. Era inevitabile uno slittamento delle procedure concorsuali, in ragione della diffusione del virus che ha causato tanta rovina nel Paese e nel mondo. Ma questo Governo non ha avuto il coraggio di prendere una decisione che andasse nella direzione dei lavoratori della scuola, utilizzando “scuse” per cambiare ciò che invece sembrava già deciso e non negoziabile: un test a risposta multipla. Ora, si avrà uno “scritto”, chissà quando, chissà in quanto tempo (ricordiamo che il concorso riservato del 2018 non è ancora stato completamente espletato), chissà con quante disparità nelle correzioni e nelle valutazioni, in pieno “stile italiano”. Ma non importa… Perché tanto, a farne le spese, sono le persone, non le poltrone, visto che anche in questo negoziato politico non sono mancate le disponibilità di facciata, trasversali e tardive. Senza nemmeno preoccuparsi dell’opinione pubblica, di contro, i sedicenti rappresentanti di categoria, hanno dato il meglio di sé, con attacchi irripetibili e tutt’altro che edificanti, all’indirizzo della Ministra, alimentando l’inevitabile pregiudizio di fronte a tali scivoloni.
Cari colleghi e colleghe, peccato! Peccato che la nostra categoria non riesca ad avere quella giusta compattezza che da sola sarebbe sufficiente a definire u interlocutore credibile!
Peccato anche che si sia data retta ai “pifferai”, sia in seno alla categoria che in politica… Chissà se i concorsi si faranno e quando… chissà quali logiche saranno usate per ammantare di “giusto” le scelte politiche, anche quando tagliano teste. Oggi, la meritocrazia (termine sbagliato nell’uso e improprio, ma che piace tanto a politici e stampa, perché fa presa e sembra dare valore al merito) è la scusa, la mancanza di volontà di stabilizzare e di soldi, secondo noi, i veri motivi.
Chi vivrà vedrà…